Internet dalle origini

Internet dalle origini

Una breve panoramica dalla nascita di Internet ad oggi,
Negli sessanta, durante la Guerra Fredda, le due superpotenze America e Russia,si
confrontavano su ogni campo.
Il 4 ottobre 1954 i Russi mandarono in orbita SputniK,il primo satellite artificiale
della storia, gli americani videro questa mossa, come una grave minaccia alla loro
incolumità e avendo paura di non poter comunicare in caso di attacco nucleare,
crearono un’autorità, a cui affidare lo studio e l’organizzazione dello scambio delle
informazioni. tra i vari reparti dell’esercito.
Nasceva così l’ARPA: Advanced Research Project Agency.(Agenzia per un progetto
di ricerca avanzato),il problema da risolvere era come riuscire a collegare computer
distanti fra loro, ma aventi la possibilita’ di interscambiarsi documenti ed
applicazioni. Venne sviluppato il”packet switching”(la commutazione di pacchetto): I
messaggi che venivano scambiati tra i vari computer, erano scompattati in tanti
piccoli pacchetti, targati e inviati verso la propria meta,dove una volta giunti,
ricomposti.
Per far funzionare questo medoto però, era fondamentale che non vi fosse un
computer centrale che comandava gli altri, ma che la comunicazione avvenisse tra
computer parietari, e che ognuno fosse in grado di creare, passare e ricevere i
messaggi.
Questa rete venne chiamata Arpanet.
Fu così che gli “utenti” istituzionali e militari cominciarono a rendere partecipi alla
rete, i membri delle università che iniziarono così a scambiarsi informazioni e dati,
ma anche messaggi estemporanei ed a coinvolgere, a loro volta, altri “utenti” comuni.
Nacque in questo modo, spontaneamente, l’email,
la posta elettronica, i primi
newsgroup e di fatto una rete: Internet.
Ma quando negli anni ottanta cadde il muro di Berlino, il simbolo della Guerra
Fredda, venne chiusa anche Arpanet, ma Internet iniziava ad essere già una realtà.
Nello stesso periodo, Peter Deutsch e la sua equipe crearono ARCHIE,un software
che permetteva di cercare e gestire, il contenuto di un singolo sito. all’interno di
grandi archivi.
Bisognerà arrivare al 1991, quando il Congresso USA, emena la legge High
performance computing act, che dava la possibilità di ampliare, ad opera
dell’iniziativa privata e con finalità di sfruttamento commerciale, una rete Internet
fino a quel momento ad uso esclusivo dello stato e del mondo scientifico.
Questa innovazione verrà adottata anche anche dagli altri Paesi, dando inizio al boom
commerciale di internet.
L’enorme circolazione di notizie sulla rete Internet, rendeva però difficili il controllo
e la censura delle informazioni; venne così creata un’altra organizzazione: la
EEF(Electronic Frontier Foundation www.eff.org), con scopo quello di tutelare la
liberta’ di circolazione delle informazioni e la liberta’ di accesso a queste,e al
superamento delle barriere geografiche che impediscono la collaborazione fra gruppi
e ad accelerare lo scambio di informazioni. non solo quelle immagazzinate nei siti
web, ma anche con email,
chatting, ecc.
Internet Il World Wide Web (nome di origine inglese), in sigla www, la grande
ragnatela mondiale (traduzione letterale di “World Wide Web”), diventa una forma di
comunicazione di massa.
Vengono fatti diversi tentativi per controllare la rete, con lo “scopo” di arginare
pedofilia,pedopornografia.difendere i diritti d’autore,ecc.
Ma nella realtà dei fatti ecco
Una piccola carrellata tra leggi e decreti italiani
L’emendamento D’Alia, attraverso il quale si sarebbe voluto riconoscere al Ministro
dell’Interno, il potere di ordinare l’oscuramento di interi siti internet,
Il decreto Pecorella (Senatore ed ex avvocato di Berlusconi),che avrebbe voluto
estendere, a tutti i gestori di siti internet, gli obblighi previsti dalla vecchia legge sulla
stampa, con speciale regime di responsabilità.
Il terribile decreto Romani,che avrebbe dato al governo, il potere di controllo della
rete e di tutti i siti Web, che ha hatto alzare un coro di proteste nazionali e
internazionali del mondo di Internet e dell’opinione pubblica.
Il Decreto Pisanu, che ha limitato e ristretto per anni il diritto dei cittadini italiani di
accedere a Internet in modalita wifi. mentre negli altri paesi europei ed esteri
il’accesso WiFi
era invece pienamente liberalizzato,giustificandolo con il bisogno di
misure antiterroristiche.
In questo periodo in cui si cerca di bloccare la circolazione delle idee, chiudere siti
come Wikileaks
http://213.251.145.96,
abbiamo anche la proposta di legge
di Stefano Rodotà di inserire nella nostra Carta Costituzionale un articolo 21
bis ai sensi del quale
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con
modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine
economico e sociale.

Daniela Amelia Bruno

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